Esistono persone che sembrano abitare mille vite in una. Non è solo questione di fare tante cose, ma di una curiosità intellettuale infinita che le spinge a eccellere, ai massimi livelli, in settori diversissimi tra loro. Sono i creativi puri, quelli che non si accontentano dei sentieri già battuti.
Un esempio che amo da sempre? Charlie Chaplin. Lo ricordiamo come il volto del cinema muto, ma era: attore, comico, regista, sceneggiatore, produttore e persino compositore. La sua splendida Smile, tema portante di Tempi Moderni, è diventata uno standard delle ballad jazzistiche, un pezzo cucito addosso al suo Charlot. Ma Chaplin era anche un uomo capace di andare controcorrente, prendendo le distanze da quello che oggi chiameremmo il “mainstream” (o, per dirla in un italiano meno pigro, la tendenza dominante dell’opinione pubblica).
In questa ideale “sala d’onore” non può mancare David Bowie. Lo abbiamo visto cantare e recitare, ma era anche un disegnatore eccellente e, soprattutto, un pioniere della performance art. Bowie ha trasformato la sua stessa figura in un’opera d’arte contemporanea. Come Chaplin, pur senza tessere politiche, ha affrontato temi sociali profondi: pensate a “This Is Not America”, un brano che oggi suona più attuale che mai.
E poi c’è il “nostro” Piero Angela. Per tutti il re della divulgazione scientifica, ma era un jazzista professionista, si faceva chiamare Piero “Peter” Angela e negli anni ‘50 suonava con i migliori talenti del jazz italiano. Un uomo libero, mai legato a correnti politiche, ma capace di schierarsi “dalla parte dei giusti” nel momento del bisogno, come quando difese coraggiosamente l’amico Enzo Tortora contro il parere della massa colpevolista.
Potremmo andare avanti per ore, citando il genio poliedrico di Giorgio Faletti o la classe di Paolo Conte. Il punto è che la curiosità nell’osservare il mondo, l’ascolto e la capacità di improvvisare tracciando strade nuove — tutte doti fondamentali nel jazz — sono le basi migliori per abitare il presente. In una società in continua evoluzione, questa adattabilità creativa è una risorsa enorme, a patto di saper gestire il carico di esperienze ed emozioni senza farsi travolgere


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