Rieccoci qui, proseguiamo il trip iniziato ieri su creatività, talento e morale. Ieri abbiamo stabilito che arte e moralità viaggiano su binari diversi: non sono come l’offerta 2×1 dei fustini di detersivo che Franco Cerri (sì, il tizio che faceva il bagno nel Dash negli anni ’80 – un talento della chitarra per chi non lo conoscesse) cercava di rifilarci in TV.
Oggi però vorrei parlarvi di talento e, soprattutto, di Interplay. Lo so, odio gli anglicismi quanto voi, ma a volte l’italiano non ha quella parola “passe-partout” (un francesismo) che ti salva la vita. Cosa significa? Semplice: ascoltare. Ma ascoltare davvero, non solo aspettare il proprio turno per parlare. Significa sapersi inserire nel discorso degli altri con un senso.
Paolo Fresu ieri sera ha tirato fuori una perla: Miles Davis non dava le spalle al pubblico perché era un maleducato cronico, ma perché aveva bisogno di guardare (e ascoltare) i suoi musicisti. Punto. Perché, parliamoci chiaro: come pensi di fare jazz se non ascolti chi suona con te?
Estendiamo il concetto alla vita reale: come pensi di interagire con gli esseri umani se sei in modalità “monologo perpetuo”? Io ho un’allergia istantanea per chi scrive o parla a raffica senza fare un secondo di pausa per sentire cosa dice l’altro (anche se l’altro magari è “stonato” o fuori tempo).
Se non lasci spazio, non stai creando nulla: stai solo facendo un comizio allo specchio, in stile… (beh lasciamo perdere). Senza gli altri non c’è dialogo, non c’è team e non si va da nessuna parte.
In conclusione: restiamo umani. Siamo animali sociali e dall’interplay non puoi che trarne benefici.

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6 risposte a “Interplay.”

  1. Avatar cate b

    Quel francesismo dopo l’inglicismo pareggia le sorti della nostra povera stupenda lingua che langue… ahinoi.

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    1. Avatar cate b

      ooops: l’anglicismo non l’inglicismo… mannaggia alla fretta.

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      1. Avatar The Old Bertie

        Mi piace il francese, anche perchè io abito a pochi chilometri dalla Francia. In fondo è un po’ la mia seconda lingua, infatti il mio dialetto prende tante parole da lì.

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      2. Avatar cate b

        Tanti dialetti hanno derivati dal francese. Anche il lombardo e ho scoperto che persino il siciliano ne è stato influenzato.
        Lasciando fuori dalla “competizione” la nostra lingua, adoro il francese e la Francia tanto quanto detesto l’inglese, lingua che non mi caccerò mai in zucca e mi rifiuto di pronunciarlo 😅

        Abitando a poca distanza dal confine (brutta parola) farai spesso capatine in Terra gallica

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      3. Avatar The Old Bertie

        50 minuti per parlare francese della Savoia

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      4. Avatar cate b

        fortunato te.
        Son crolla, buona continuazione di serata, Bertie.

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