Quando mi trovo davanti ad un pianoforte, premetto che non so suonare il pianoforte, e provo a fare una scala in qualsiasi tonalità, le mie dita cercano sempre la terza minore. Non è un caso. Espressione, arte, poesia, cinema, letteratura, ma ogni forma di creatività umana nel mio caso cadono sempre in quel senso di intimo, di sussurrato o di sofferenza, ma anche di nostalgia per qualcosa che si è sempre atteso ma non si è mai manifestato. C’è di fondo un piacere alla sofferenza, mi viene in mente Troisi con la sua celebre frase: “Lasciatemi soffrire tranquillo”.

TOB 2026/3

Autoritratto
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