C’è un momento preciso, quasi elettrico, in cui lei smette di difendersi e ti consegna la mappa del suo desiderio. Non è solo sesso, è una confessione. E quando una donna ti apre quella porta, tu ci cadi dentro senza paracadute. Quel momento ti resta sotto la pelle, diventa un possesso mentale da cui non uscirai più. In pratica, sei spacciato: ti sei innamorato.
Il problema è che la voluttà non è un contratto a tempo indeterminato. È un’onda: oggi ti solleva, domani ti scarica sulla sabbia. La stanchezza arriva senza bussare, e improvvisamente ti ritrovi fuori dai giochi, con l’ego a pezzi e un buco nello stomaco che non sai come riempire.
Ti dicono che devi incassare, che bisogna restare amici. Ma come si fa a resettare tutto? Come fai a guardarla e non pensare a ogni singola volta che avete riso o pianto insieme? Far finta di niente, cancellare il nastro e dirsi “non è stato nulla” è solo un placebo. È la droga di chi ha paura di soffrire, una medicina inutile per una ferita che entrambi sappiamo essere reale. Abbiamo amato, punto. Negarlo non serve a guarire, serve solo a mentire a se stessi.


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