«E se i sogni non fossero poi così distanti dalla realtà? È un interrogativo che mi pongo spesso, chiedendomi se, attraverso un’azione ostinata e consapevole, non sia possibile plasmare la realtà fino a farla coincidere con i nostri sogni.
Pur non essendo un esperto di filosofia, ricordo che oltre vent’anni fa, preparando un esame di sociologia, mi imbattei nel pensiero di Max Weber. Egli illustrava come, nell’etica calvinista, il successo ottenuto mediante il lavoro onesto, la disciplina e la frugalità venisse interpretato come un segno tangibile della benevolenza divina e della salvezza. In sostanza, è l’applicazione metodica al proprio ufficio a trasformare la realtà nel sogno che desideriamo; al contrario, l’inerzia condanna le nostre aspirazioni a restare chiuse in un cassetto.
Ho ritrovato questa medesima concretezza nel concetto di “consapevolezza nel momento presente”, cardine della filosofia Zen. Il messaggio è univoco: non serve a nulla restare in contemplazione passiva delle stelle. L’unica strada percorribile è quella di mettersi all’opera, agendo qui e ora per dare forma al nostro destino.»
TOB 2026/7


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